Vescovo di Tripoli: non offendere l'Islam

Per mons. Giovanni Innocenzo Martinelli "le forze collaterali americane non sono sensibili alla realtà del mondo arabo in generale".

redazione 12 settembre 2012
"Gli Usa hanno fatto tanto per la Libia ma forse alcune forze collaterali
non sono sensibili alla realtà del mondo arabo in
generale". A dirlo è il Vicario Apostolico di
Tripoli, mons. Giovanni Innocenzo Martinelli, commentando al
Sir la notizia della morte dell'ambasciatore americano e di
tre funzionari a Bengasi.



"Temiamo una nuova escalation di
violenza, come accadde con le vignette blasfeme della
Danimarca e le magliette leghiste, quando a Bengasi
attaccarono la chiesa". Monsignor Martenelli afferma inoltre: ''Noi sentiamo tutte queste forme
di violenza, abbiamo paura e cerchiamo di
moderare questa situazione. Bisogna avere il coraggio di fare
qualcosa per frenare questa massa di gente che sta
reagendo''.


L'attacco è stato organizzato da gruppi che protestavano
contro un film blasfemo sulla vita del profeta Maometto
prodotto negli Usa. ''Mi dispiace per le vittime, provo
dolore e pietà - dice mons. Martinelli -. Per il presule, è ''vergognoso produrre un film
contro il profeta, quando la sensibilità del mondo arabo su
questi temi è alle stelle. Questo significa provocare.
Bisogna fare molta attenzione a non esacerbare ancora di più
il clima e avere il coraggio, qualche volta, di chiedere
scusa''.


Anche oggi ci saranno manifestazioni a Tripoli contro il
film ''blasfemo''. ''A Bengasi terranno chiusa la chiesa -
dice il vescovo -, io cercherò di tenerla aperta perché qui
la situazione è più tranquilla. Ma dobbiamo fare molta
attenzione. Le comunità cristiane cercano di essere molto
prudenti. Perché quando si tocca il profeta si tocca la
sensibilità del mondo arabo musulmano. E' un gioco con il
fuoco, terribile. L'atteggiamento migliore dell'Occidente
sarebbe di avere il coraggio di bloccare tutti i progetti
blasfemi, di chiedere scusa e di moderare una politica che
sia rispettosa della religione''.


Riguardo al nuovo governo libico - è prevista per oggi la
nomina del primo ministro - mons. Martinelli si dice
''fiducioso'': ''La nuova Libia sta crescendo, con tutte le
sue difficoltà e contraddizioni. Certo, il governo è nuovo
e non è ancora in grado di frenare tutti i conflitti e le
reazioni in un Paese già fragile. Ma non possiamo dire che
tutto è distrutto in Libia''.


Mons.
Martinelli ribadisce l'importanza di ''evitare di offendere
la sensibilità religiosa delle persone'': ''Bisogna
rispettare la sensibilità della popolazione islamica. Già i
Paesi arabi sono in preda a sconvolgimenti epocali, versare
la benzina dell'oltraggio religioso è veramente pericoloso.
Non tutto è buono o santo, ma occorre cercare di comprendere
la realtà precisa di questi Paesi con le loro sensibilita'''
aggiunge il presule.