Quant'è scomodo comprare libri digitali

Il mercato degli eBook in Italia è una babele, tra mille applicazioni e formati diversi. Un modo per gli editori per combattere la pirateria. E perdere lettori. [Pino Bruno]

Desk 9 maggio 2012
[b]di Pino Bruno[/b]



E’ arrivato anche Google Play Books, in Italia. Per semplificare, significa che è stato aperta una nuova libreria in cui acquistare eBook, cioè i libri in formato digitale. Evviva, direte voi. Più librerie, più libri, più lettori, più cultura. Sicuri che sia proprio così?



Per piacere, qualcuno dei soloni che discuteranno di eBook e Primavera digitale al Salone del Libro di Torino, può indossare i panni del potenziale acquirente che legge libri sui dispositivi mobili, tablet o smartphone che siano? Scoprirebbe che è una bella rottura di scatole, perché si è costretti a installare una miriade di diverse applicazioni, perché spesso i formati sono incompatibili, perché il sistema di pagamento non è mai lo stesso, perché i libri vanno a sistemarsi in scaffali dissimili.



E’ come se ogni libreria tradizionale vendesse gli stessi libri realizzati però con criteri bislacchi: se lo compri alla Feltrinelli la copertina è fatta di marmo, mentre se entri da Fnac è fatta in velluto e sei vai da Giunti o da Rizzoli la fanno di alluminio e di ottone. Un impazzimento. Esagero? Faccio qualche esempio:



Compro l’eBook su Amazon e voglio leggerlo su iPad. Devo scaricare l’applicazione Kindle da Apple Store. Nessun problema, ovviamente, se voglio leggero sull’eReader Kindle.



Compro l’eBook su Google Play e voglio leggerlo sul Kindle. Impossibile. Va bene, voglio leggerlo su iPad. No, l’app non c’è ancora. Arriverà. Ok, lo leggo su tablet Android.



Compro l’eBook su Biblet, la libreria digitale di Telecom. Posso leggerlo su iPad e su Android, ma prima devo scaricare l’applicazione Biblet.



Compro l’eBook sulla Libreria Rizzoli online. Per leggerlo su iPad devo installare Adobe Digital Editions. Non basta. Devo andare sul sito Adobe e creare un’identità, poi scaricare e installare l’applicazione di lettura BlueFire Reader. E i tablet Android? Non pervenuti.



Mi fermo qui, perché immagino che già vi giri la testa e vi sia passata la voglia di leggere libri in formato digitale. Il paradosso – come ricorda giustamente Dario D’Elia – è che “…basta fare una banale ricerca su Google per individuare immediatamente migliaia di libri piratati pronti per la lettura”.



Ecco dunque il boomerang. Per tentare di arginare il fenomeno della pirateria, editori e venditori complicano così tanto le procedure di acquisto, download e lettura, da spingere i lettori a scaricarsi i libri senza pagarli. Quanto ai formati di lettura – ePub, .mobi, Pdf, eccetera – ci sono software gratuiti, come Calibre, che convertono facilmente e aiutano a spostare gli eBook sul desktop e sui dispositivi mobili.



Non è un invito a piratare. Ci mancherebbe. I libri vanno acquistati. E’ giusto e doveroso nei confronti degli autori e degli imprenditori che li pubblicano e li vendono. Già, ma come la mettiamo con i prezzi? Gli eBook costano troppo, punto e basta.



Certo, non è tutta colpa degli editori e dei venditori. C’è anche il paradosso dell’Iva. In Italia l’Iva sui libri digitali è al 21 per cento, mentre quella sui libri tradizionali è al 4 per cento. In Francia la Tva sui libri digitali è del 4 per cento, in Lussemburgo è del 3 per cento.



Insomma, grande è la confusione sotto il cielo. Lancio qui una proposta ambiziosa quanto utopistica. E se si cominciasse con un’applicazione universale? Una sola app per leggere tutti gli eBook, a prescindere da chi li vende. Una sola app per ogni tipo di tablet, un solo sistema di pagamento, un solo scaffale… basta con questa Babele che allontana i lettori.



Buon Salone del Libro e buon dibattito sulla Primavera Digitale…



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