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Roma capitale del degrado. La stampa estera si accanisce sulle condizioni della città eterna. Secondo voi Roma ha bisogno di:
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    6,7%
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    18,9%
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    14,4%
  • Un commissariamento e i pieni poteri al prefetto
    6,7%
  • Di niente, perché il degrado è endemico: non c'è niente da fare
    17,8%

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Giù le mani da Internet. Ue: probabile voto negativo

Se le regole non cambiano l'Acta rischia di essere un cappio per le libertà degli utenti Internet. Disaccordo per molti Paesi dell'Unione Europea.

redazione
giovedì 26 aprile 2012 18:49

Il voto del Parlamento europeo sull'Acta (Anti-Counterfeiting Trade Agreement) -previsto in seduta plenaria a luglio-, dovrebbe essere negativo. Il controverso accordo internazionale per combattere la contraffazione e le violazioni della proprietà intellettuale, rischia di trasformarsi in un giogo anche per le libertà individuali degli utenti di Internet. Non sono ancora chiare le regole che sottendono questo accordo e di fatto il trattato -denuncia qualcuno- serve alle lobbies delle multinazionali del cinema e della musica, per difendere i propri profitti, a qualunque costo.

«Tra le carenze del trattato Acta -ha detto il britannico David Martin (S&D), relatore sull'Acta- ci sono il non aver definito in modo sufficientemente chiaro la "scala commerciale" e la richiesta implicita ai fornitori di servizi Internet di agire come una polizia in rete. Ciò potrebbe portare alla conseguenza non voluta di minacciare le libertà civili». Sono già diversi i Paesi della Ue, che si sono pronunciati contrari a questo tipo di accordo. L'eurodeputato Niccolò Rinaldi ha chiesto di contrastare la contraffazione «con strumenti diversi che siano più appropriati».

«Proporre di respingere Acta -ha spiegato ancora Martin- non vuol dire respingere la necessità dell'Unione europea di proteggere la sua proprietà intellettuale. L'Europa può competere solo sulla base di innovazione e creatività e per fare questo, deve proteggere la sua proprietà intellettuale». Citando il caso dell'accordo Ue-Usa sul "Passenger Name Record", che è stato modificato secondo regole più accettabili, ha poi ancora suggerito che la Commissione potrebbe «tornare indietro e portare avanti la procedura di modifica» del Trattato.