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I cercatori d'oro vanno nello spazio

Sciami di robot andranno a esplorare le asteroidi in cerca di metalli preziosi e per portare risorse fino alla Terra.

redazione
mercoledì 25 aprile 2012 11:50

Cercatori d'oro nello spazio. Sembra una storia da film di fantascienza, invece è ciò che potrebbe succedere molto presto. Sì, perché pare che gli asteroidi tra Marte e la fascia dei pianeti esterni del Sistema Solare piene di metalli preziosi. Oro, platino, materiali rari: così tanti da rendere l'intera produzione mineraria del Pianeta Terra niente più che briciole. Un "Eldorado spaziale" che l'azienda Planetary Resources ora è intenzionata a sfruttare, inviando sonde meccanizzate alla volta degli asteroidi per trivellarli fino alla radice.
«Un gruppo di avventurieri benestanti annuncerà il prossimo 24 aprile una nuova iniziativa chiamata Planetary Resources, che punta a mandare sciami di robot verso lo spazio per esplorare le asteroidi in cerca di metalli preziosi e che imposterà miniere in grado di portare risorse fino alla Terra, riuscendo ad aggiungere milioni di miliardi di dollari al PIL mondiale, assicurando la prosperità dell'umanità e spianando la strada per l'insediamento umano nello spazio» fa sapere il portavoce dell'azienda in conferenza stampa.

Il gruppo di "esploratori" andranno in cerca del platino e dei metalli del gruppo del platino. «Si tratta di un composto che vale 23mila dollari l'oncia, praticamente come l'oro. E scavare solo i primi strati di un asteroide potrebbe restituire 130 tonnellate di platino», ovvero qualcosa che vale 6 miliardi di dollari.

Un grande progetto, al momento ancora ai suoi primi passi. Entro due anni saranno costruiti i primi "telescopi spaziali" che aiutino a preparare le missioni. Poi, da qui a sette anni, saranno costruite le sonde robotizzate che individuino le asteroidi migliori. Infine, sarà il momento di mandare i robot a scavare. Come, resta ancora un'incognita. Al momento l'ipotesi più probabile è agganciare un motore all'asteroide, avvicinandolo all'orbita terrestre e facendolo diventare una vera e propria seconda luna.