Informativa

Per migliorare il nostro servizio, la tua esperienza di navigazione e la fruizione pubblicitaria questo sito web utilizza i cookie (proprietari e di terze parti). Per maggiori informazioni (ad esempio su come disabilitarli) leggi la nostra Cookies Policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.

OK X
Le ultime 10:

 
Roma capitale del degrado. La stampa estera si accanisce sulle condizioni della città eterna. Secondo voi Roma ha bisogno di:
  • Un rilancio della giunta Marino, come sta avvenendo con il rimpasto
    8%
  • Nuove elezioni con Marino ricandidato
    10,7%
  • Nuove elezioni, ma che vinca un sindaco di Cinque Stelle
    13,4%
  • Nuove elezioni, ma il Pd candidi a sindaco uno diverso da Marino
    10,7%
  • Nuove elezioni, chiunque vinca è meglio di Marino
    17%
  • Nuove elezioni e un sindaco della società civile
    12,5%
  • Un commissariamento e i pieni poteri al prefetto
    6,3%
  • Di niente, perché il degrado è endemico: non c'è niente da fare
    21,4%

Assicurazione auto e moto Quixa

Un consulente personale tutto per te e la convenienza di un'assicurazione auto e moto a un prezzo eccezionale. Scopri Quixa

Più lette
 
Connetti
Utente:

Password:



World

In Bahrain è morta la F1, soffocata dalla vergogna

Il sovrano Hamad bin Isa al Khalifa come Bernie Ecclestone, analoghe sensibilità. Piloti della vergogna si schiantano sui miliardi. [Ennio Remondino]

domenica 22 aprile 2012 21:01

di Ennio Remondino

E' il primo pezzo "sportivo" nei miei 40 anni di giornalismo. Scusate quindi l'enfasi. Qualche collega più esperto lo ha chiamato il "Gran Premio di sangue". Forse, oltre al sangue sparso per le strade di Dubai, a fine corsa dovremmo occuparci del "Gran Premio della vergogna". Colleghi più esperti spiegano che Bernie Ecclestone, il "patron" della Formula1, non poteva certo rinunciare a 30 milioni di dollari per quei quattro straccioni dei villaggi di Malkiya, Karzakan, Sadad e Damistan che, per chiedere democrazia, si sono fatti pestare ed ammazzare. Coerentemente segue il silenzio inquietante dei team, dei loro padroni e dei piloti, gente miliardaria che certo, con certa gentaglia rozza e rumorosa, nulla ha a che spartire.

Del resto che ne possono sapere un Matershitz o un Montezemolo, gli uomini di riferimento di realtà importanti e famose come la Red Bull e la Ferrari, delle rivendicazioni e delle lotte della maggioranza della popolazione sciita, contro la dinastia sunnita minoritaria che governa il piccolo stato-isola del Golfo. La gente povera puzza e il sangue sporca. E loro, gran signori, fanno solo sport, mica si occupano di politica. Oddio. Almeno Montezemolo qualche pensierino forse lo sta facendo, in team con Casini e Fini. Si merita -si meritano- di finire come la Ferrari da un bel po' di tempo a questa parte. Ad inseguire una credibilità perduta. E come in Barhein, sugli spalti, il tifo un po' isolato del Re-sultano al Khalifa.

Il solo aspetto umano, di decenza, meritorio di cronaca dai box, la scomparsa di Matteo Vignali, meccanico del reparto cambi della Ferrari, stroncato a 32 anni da un infarto. Non si meritava, lui assieme a tutti noi "ferraristi", la vergogna del Bahrain. Riposa in pace Matteo, nell'illusione-memoria di quando ancora la Formula1 era un sfida tecnica di abilità e di coraggio: non una offesa al buon gusto.

Commenti
  • Anonimo 23/04/2012 alle 10:29:49 rispondi
    Sostenere che in Bahrain vi sia una lotta per la emocrazia è una pura mistificazione. Quanto siano democratici gli sciti lo si vede in Iran. E' la solita lotta di potere tra sciti e sunniti. Del resto dopo che in Cina si sono fatte addirittura le Olimpiadi è un po' arduo sostenere che non si deve correre in Bahrain!