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Marò: lieto fine in vista

Ultim'ora, 20 aprile ore 08:42 'Indennizzo alle famiglie dei pescatori'. Stampa indiana: riceveranno 10 milioni di rupie (145.000 euro) dal governo italiano. [Ennio Remondino]

venerdì 20 aprile 2012 10:40

I parenti dei marò in partenza per lo Stato del Kerala
I parenti dei marò in partenza per lo Stato del Kerala

Venerdì 20 aprile 2012, ore 8:42 Notizia Ansa
È stato raggiunto un accordo per un indennizzo alle famiglie dei due pescatori rimasti uccisi il 15 febbraio scorso nell'incidente a largo della costa del Kerala in cui sono coinvolti i due marò italiani detenuti in India. Lo riporta la stampa indiana precisando che, secondo le prime indicazioni, sarà pagata a ciascuna delle famiglie la somma di 10 milioni di rupie (circa 146mila euro).

Giovedì 19 aprile 2012, ore 21:45
di Ennio Remondino

Qualcosa sta per accadere. Accadrà giù, in India, il quello Stato di Kerala che abbiamo imparato a conoscere soltanto dopo la tragedia che ha coinvolto la petroliera italiana Lexie e due dei marò della San Marco che facevano servizio antipirateria a bordo. L'assalto o il temuto abbordaggio di pirati, la sparatoria di avvertimento forse fuori mira, forse l'uccisione di due innocenti pescatori. Di fatto, da mesi due militari italiani in divisa sono detenuti in un paese straniero anche se operavano su una nave che è suolo italiano, mentre questa navigava in acque internazionali. Ma questo è il contenzioso giuridico vecchio, anche se resta ancora tutto da risolvere.

Accadrà qualcosa di positivo, e sarà presto, molto presto, a leggere i segnali. Le novità sono tutte pubbliche. Nessun segreto da svelare ma un lavorio di diplomazia sotterranea soltanto da saper decrittare. Una sorta di bacchetta magica in grado di superare tanti imbarazzi incrociati, italiani e indiani assieme, manovrata -immaginiamo- dalle mani di molte "fatine". Ma stiano ai fatti, alle notizie-segnale. I due marò detenuti inviano le loro condoglianze alle famiglie dei due pescatori rimasti uccisi. La formula è importante: cordoglio per quelle vite perse, non ammissione di colpa. Le famiglie accolgono, facendo forse cadere il loro atto d'accusa. Passaggio chiave.

Secondo segnale. Il fumo si fa denso. A Kerala arrivano le famiglie dei due marò detenuti. Visita in carcere e poi sapienti dichiarazioni alla stampa. I genitori di uno dei due marò sembravano usciti dalla Farnesina. «Grazie all'India per il trattamento molto umano riservato ai nostri cari». «Un pensiero commosso alle due vittime innocenti». «Rimarremo ancora in India per stare vicini ai nostri cari». In attesa di cosa? Domande facili, risposte col rischio dell'azzardo. Mentre scorrono i tempi infiniti della questione giuridica sulla competenza dell'India a giudicare si fatti avvenuti in acque internazionali, in Italia pesano quelle due divise in gabbia.

Segnali di fumo, dicevamo. Ma fumo denso, come certa nebbia in val padana! La "Magia" possibile, di cui si ha ora una netta percezione -si annusa nell'aria- sarebbe quella di trovare una via d'uscita buona per tutti. Per le famiglie delle vittime, in qualche modo risarcite. Soprattutto, una idea capace di salvaguardare l'onore dello Stato indiano di Kerala. E regalare all'Italia quelle due divise non più prigioniere. Poi, il tempo della serenità, per discutere su cosa sia realmente accaduto in quel mare di pirati. Di diritto, responsabilità, colpe. E di ridiscutere, in casa nostra, di quelle "regole di ingaggio" accettate dalla Marina e certo da rivedere.