Una pizza, poi dal boia col sapore delle fragole in bocca

Dopo una moratoria di 6 mesi, nell'Ohio riprendono le esecuzioni capitali. Mark Wiles aveva ucciso un ragazzo Il suo ultimo pasto profuma d'Italia. [Onofrio Dispenza]

Onofrio Dispenza 18 aprile 2012
C'è un po’ d'Italia nell'ultimo tratto di vita dell'uomo che oggi sarà mandato davanti al boia in Ohio. Mark Wiles come ultimo pasto, infatti, ha voluto una grande pizza con salame e mozzarella. Una pizza extra, oltre ad una insalata, una confezione grande di patatine al formaggio, un intero cheesecake e fragole fresche. Pasto pesante, ma è l'ultimo e non c'è più da temere per la salute. Mark andrà davanti al boia col sapore delle fragole in bocca, sperando che non gli finisca come lo sventurato che nel 2009, prima di morire, ebbe conficcato ben 18 volte l'ago nelle vene.



Un'altra pena capitale, il boia che torna in azione. Ammetto, non ne avrei parlato se scorrendo la notizia di agenzia gli occhi non avessero pescato quel desiderio di pizza.



Mark Wiles è colpevole di aver ucciso un ragazzo di 15 anni. Accadde nel 1985, e Mark confessò immediatamente. L'uomo che va oggi incontro al boia, allora aveva 49 anni. Fu sorpreso dal ragazzino di una famiglia per la quale aveva lavorato, mentre tentava di rubare. Resosi conto della presenza del ragazzino, l'uomo lo colpì ripetutamente con un coltello da cucina, fino ad ucciderlo. Il coltello rimase conficcato nella schiena della vittima.



Wiles era già finito in prigione nel 1982 per un altro furto ed era stato rilasciato l'anno dopo. Libertà condizionata, e a garantire per lui era stata proprio la madre del ragazzo ucciso.



In questi anni, inutili i tentativi della difesa per ottenere la clemenza.
Negli USA il boia torna nel momento in cui da più parti si mette in dubbio la pena di morte, la sua efficacia. Peraltro, costa troppo. Secondo uno studio del New York Times, dal 1978, anno di approvazione del "Death Penalty Act", la California ha speso 4 miliardi di dollari per eseguire tredici condanne. "Il costo di questo sistema capitale - ha detto Donald Heller, che nel 1978 elaborò il testo di legge - è tale da non portare beneficio a nessuno. E'una macchina mangiasoldi che non serve a niente".



Nell'esecuzione della pena a morte, troppo spesso entra in gioco il colore della pelle. Dal 1976, le statistiche dimostrano che il 35 per cento dei condannati a morte ha la pelle nera, sebbene i neri costituiscano il 12,6 del totale della popolazione. La stampa ha riletto diversi casi giudiziari, e la conclusione è che in molti casi la pena capitale ha spento la vita di innocenti. Dal 1973 sarebbero 123 i detenuti finiti ingiustamente nel braccio della morte.



L'esecuzione in Ohio di Mark Wiles mette fine alla moratoria contro la pena di morte durata solo sei mesi. Lo Stato dell'Ohio, infatti, era stato messo sotto accusa per le procedure di esecuzione della pena capitale, come quella terribile dell'ago in vena per 18 volte. Sei mesi di"cassa integrazione" al boia, oggi il reintegro. Buon viaggio, Mark. Spero che la pizza sia stata la più buona mai sfornata.